Non c’è inclusione se l’alunno disabile resta a casa

Come si temeva sta accadendo ciò che in una scuola inclusiva non dovrebbe mai capitare.
Leggiamo dalle cronache che oggi, primo giorno di scuola in 12 regioni, in diversi casi alunni con disabilità non hanno potuto frequentare.
Anzi si ha persino notizia di alunni rimandati a casa perché “mancava il loro insegnante di sostegno”.
Pur comprendendo le difficoltà che le scuole stanno vivendo in questa fase, riteniamo che si tratti di soluzioni e decisioni gravi che non trovano conforto in nessuna norma di legge.
Va ricordato che il docente di sostegno non è “l’insegnante dell’alunno disabile” ma un docente assegnato alla classe per promuovere una didattica inclusiva.
In mancanza dell’insegnante di sostegno la scuola può e deve organizzare l’attività didattica in modo da garantire a tutti le stesse opportunità, a maggior regione in questo periodo in cui – per quanto ne sappiamo – le scuole funzionano non ancora a tempo pieno, ma ad orario ridotto.
Ci auguriamo che la Ministra e gli Uffici regionali vogliano ricordare alle scuole la necessità di operare nel rispetto dei diritti di tutti e soprattutto dei bambini disabili che necessitano di maggiori attenzioni.

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