Non c’è inclusione se l’alunno disabile resta a casa

Come si temeva sta accadendo ciò che in una scuola inclusiva non dovrebbe mai capitare.
Leggiamo dalle cronache che oggi, primo giorno di scuola in 12 regioni, in diversi casi alunni con disabilità non hanno potuto frequentare.
Anzi si ha persino notizia di alunni rimandati a casa perché “mancava il loro insegnante di sostegno”.
Pur comprendendo le difficoltà che le scuole stanno vivendo in questa fase, riteniamo che si tratti di soluzioni e decisioni gravi che non trovano conforto in nessuna norma di legge.
Va ricordato che il docente di sostegno non è “l’insegnante dell’alunno disabile” ma un docente assegnato alla classe per promuovere una didattica inclusiva.
In mancanza dell’insegnante di sostegno la scuola può e deve organizzare l’attività didattica in modo da garantire a tutti le stesse opportunità, a maggior regione in questo periodo in cui – per quanto ne sappiamo – le scuole funzionano non ancora a tempo pieno, ma ad orario ridotto.
Ci auguriamo che la Ministra e gli Uffici regionali vogliano ricordare alle scuole la necessità di operare nel rispetto dei diritti di tutti e soprattutto dei bambini disabili che necessitano di maggiori attenzioni.

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Per Ministero e scuole alunni con disabilità sono una priorità assoluta

Riportiamo integralmente il comunicato del Ministero dell’Istruzione del 2 settembre 2020.
Per parte nostra prendiamo atto con interesse di quanto comunica il Ministero,  ma per esprimere un giudizio compiuto e fondato aspettiamo di vedere il nuovo modello di PEI e le Linee guida per poter valutare se effettivamente le modifiche potranno essere utili a migliorare i processi di inclusione e a sostenere la condivisione del progetto educativo fra i diversi soggetti coinvolti (famiglia, docenti specializzati e non, operatori sanitari e per l’assistenza).

Le alunne e gli alunni con disabilità rappresentano una priorità assoluta per il Ministero dell’Istruzione e per le scuole italiane, da sempre molto attenti all’inclusione. La precisazione si rende necessaria per evitare che le dichiarazioni generiche, allarmistiche e non sostanziate da dati concreti, che stanno circolando in queste ore in ambito politico possano destare immotivatamente la preoccupazione delle famiglie.
In questi mesi è stato costante il contatto con le Federazioni che rappresentano le famiglie delle alunne e degli alunni con disabilità, anche durante tutto il periodo della didattica a distanza. La Ministra Lucia Azzolina ha ascoltato le loro segnalazioni e pianificato insieme ai loro rappresentanti forme di intervento concreto.

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Le nostre preoccupazioni su rientro a scuola e nuovo PEI

Importante presa di posizione del Coordinamento Italiano Insegnanti di Sostegno sui problemi del rientro a scuola.
“In vista dell’apertura del nuovo anno scolastico, nel ribadire la disponibilità e la massima collaborazione affinché, nel pieno rispetto delle indicazioni in materia di sicurezza, a tutti gli alunni della scuola italiana e, in particolare, agli alunni con disabilità siano garantiti il diritto allo studio e alla frequenza, chiede che venga posta attenzione alle seguenti questioni:
 che in ogni classe, sin dal primo giorno di scuola, siano presenti tutti i docenti,
 che sin dal primo giorno di scuola sia assicurato il servizio di trasporto scolastico, in particolare per gli alunni con disabilità, in modo da consentire il diritto alla frequenza, nel rispetto delle norme sulla sicurezza (Sentenza Corte costituzionale n. 275/2016),
 che le ore di sostegno attribuite siano assegnate senza spezzare le cattedre, preferibilmente assegnando l’incarico a un unico docente (legge 104/92),

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Il Comitato torinese per l’integrazione condivide le preoccupazioni e le richieste formulate dal CIIS. Il Comitato, che dà voce anche a tante famiglie, si augura che con i prossimi provvedimenti il Ministero tenga nella dovuta considerazione la necessità che le famiglie siano coinvolte in modo non solo formale nella predisposizione del progetto educativo per l’alunno.
I processi di inclusione, per essere efficaci, richiedono infatti la massima condivisione possibile.

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Nuovo PEI: dalla condivisione all’approvazione. Cosa cambia?

di Evelina Chiocca 

L’art. 7 del decreto legislativo 96/2019, il provvedimento che ha modificato il decreto legislativo 66/2017, al comma 2 lettera a) prevede quanto segue:
2. Il PEI di cui all’articolo 12, comma 5, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, come modificato dal presente decreto:
a) è elaborato e approvato dal Gruppo di Lavoro Operativo per l’inclusione di cui all’articolo 9, comma10;».
In sintesi, il Gruppo di lavoro operativo, composto dai docenti della classe, dai genitori, dagli specialisti ASL e da personale “interno ed esterno alla scuola” che interagisce con la classe e con l’alunno con disabilità (ma l’alunno con disabilità non è parte integrante della classe?), è chiamato a “elaborare e approvare” il PEI.
Secondo il nuovo provvedimento (applicativo della legge Buona scuola), nel GLO si perderebbero il confronto, il dialogo, la co-progettazione, che si caratterizzano nella condivisione, fulcro essenziale. Ciò avverrebbe se venisse adottata l’approvazione del PEI.
L’approvazione supporta o impedisce il processo inclusivo?

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L’inclusione ai tempi del Covid-19

Il vero centro dell’apprendimento non è
nella scienza, nella letteratura o nella storia,
ma nelle attività sociali del fanciullo.
Dewey, Il mio credo pedagogico

Ricorderemo a lungo questo periodo come un momento difficile, ma anche come occasione per crescere e scoprire nuove risorse. L’emergenza ci ha colti di sorpresa ed ha resistito solo quello che era collaudato. La realtà scolastica ha visto luci ed ombre, sta a noi rimarcare anche quello che ha funzionato, patrimonio utile per analoghe situazioni. Innanzitutto i rapporti interpersonali, tra i docenti, gli allievi e i genitori; abbiamo scoperto il valore della relazione che ha permesso di reagire dopo il primo momento di smarrimento. Abbiamo scoperto che la tecnologia ha un senso, ma come strumento di comunicazione, dietro il quale vi siano contenuti e anche il desiderio di conoscere e relazionarsi, di essere assieme.

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DIDATTICA PER LA VICINANZA E L’INTEGRAZIONE

Marisa Faloppa
Comitato per l’Integrazione Scolastica

Sul tema didattica a distanza e scuola inclusiva in tempi di Coronavirus molti hanno scritto  proponendo elementi di riflessione sul rischio di esclusione, di esasperazione delle differenze e di divario territoriale e socio-economico. Molto si potrebbe dire in merito al fatto che anche gli insegnanti sono diversi, per età e per formazione. Alcuni hanno maggiore dimestichezza con pc e tablet, altri con cellulari, altri ancora, in  difficoltà con l’uso delle tecnologie ma ancorati alle relazioni vere, quelle che avvengono in presenza, hanno saputo comunque trovare modalità per mantenere contatti e creare occasioni di vicinanza e di apprendimento. Leggi tutto “DIDATTICA PER LA VICINANZA E L’INTEGRAZIONE”

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L’ HANDICAPPATO ESONERATO e altre storie così così

di Raffaele Iosa

So che sembrerà ad alcuni una questione nominalistica. Ma per chi si occupa di disabilità con passione civile e pedagogica le parole sono importanti (come dice Nanni Moretti).
Critico qui al proposito tre righe dell’accordo sulla sicurezza per gli esami di maturità “in presenza” riguardante gli studenti con disabilita.
In particolare questa frase apparentemente innocua ma piena di insidie

“…inoltre per gli studenti con disabilita certificata (??) Il consiglio di classe, tenuto conto della specificità dell’alunno e del PEI, ha la FACOLTÀ di ESONERARE lo studente dall’effettuazione della prova di esame in presenza, stabilendo la modalità in video conferenza come alternativa”..

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Inclusione scolastica: le radici antiche del futuro

di Simonetta Fasoli

L’atto di nascita della scuola inclusiva, nel nostro sistema formativo, ha un termine di riferimento preciso: la legge 517 del 4 agosto 1977, che possiamo considerare il punto di arrivo di un processo culturale e istituzionale avviato ai primi Anni Settanta (l. 118/71) con provvedimenti volti ad una prima forma di inserimento.
Va ricordato, al riguardo, un testo fondamentale che non ha carattere di norma, ma che propone orientamenti pedagogici di fondamentale rilevanza: il cosiddetto Documento Falcucci, del 1975, nato dal lavoro coordinato della Commissione presieduta dalla senatrice Franca Falcucci.

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